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SUMMARY:25 Aprile 2025 in Piazza Santo Spirito
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DESCRIPTION:“Non più guerra non più distruzione\, solo forza che sa costrui
	r”\n\nContro la guerra\, il piano di riarmo\, la militarizzazione della so
	cietà e la\nrepressione.\n\n\n\nOre 13.30 Inizio allestimento della piazza
	 con pranzo di autofinanziamento per\nspese legali degli Studenti Autorgan
	izzati Fiorentini.\n\nOre 15.00 Apertura ufficiale della piazza con banchi
	ni informativi e punti\nristoro.\n\nOre 16.00 Intervento di saluto alla pi
	azza.\n\nOre 16.45 Intervento dal palco di Giovani Palestinesi e Firenze p
	er la\nPalestina.\n\nOre 17.00 Intervento di Firenze Antifascista e Anpi O
	ltrarno\, e a seguire\ndeposizione della corona al monumento a Potente e p
	artenza del corteo\nAntifascista.\n\nOre 19.00 Ritorno in piazza Santo Spi
	rito con interventi contro guerra\,\nrepressione e militarizzazione delle 
	scuole oltre al lancio delle iniziative in\nprogramma per il 1° Maggio.\n\
	nOre 21.00 Concerto con Fish Bones e Malasuerte Fi-Sud.
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LOCATION:piazza santo spirito - piazza santo spirito\, Firenze
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CATEGORIES:25 aprile,FreePalestine,antifascismo,concerto,manifestazione,res
	istenza
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>“Non più guerra non più distruzione, solo f
	orza che sa costruir”</p><p>Contro la guerra, il piano di riarmo, la milit
	arizzazione della società e la repressione.</p><p></p><p>Ore 13.30 Inizio 
	allestimento della piazza con pranzo di autofinanziamento per spese legali
	 degli Studenti Autorganizzati Fiorentini.</p><p>Ore 15.00 Apertura uffici
	ale della piazza con banchini informativi e punti ristoro.</p><p>Ore 16.00
	 Intervento di saluto alla piazza.</p><p>Ore 16.45 Intervento dal palco di
	 Giovani Palestinesi e Firenze per la Palestina.</p><p>Ore 17.00 Intervent
	o di Firenze Antifascista e Anpi Oltrarno, e a seguire deposizione della c
	orona al monumento a Potente e partenza del corteo Antifascista.</p><p>Ore
	 19.00 Ritorno in piazza Santo Spirito con interventi contro guerra, repre
	ssione e militarizzazione delle scuole oltre al lancio delle iniziative in
	 programma per il 1° Maggio.</p><p>Ore 21.00 Concerto con Fish Bones e Mal
	asuerte Fi-Sud.</p>
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SUMMARY:Firenze è solo antifascista
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DESCRIPTION:FIRENZE È SOLO ANTIFASCISTA!\n\nIL 25 APRILE TUTTI E TUTTE IN P
	IAZZA SANTO SPIRITO!\n\n\n\nCome ogni anno all'avvicinarsi del 25 aprile s
	tiamo vedendo come un po' ovunque\nsalti fuori chi si riscopre antifascist
	a. D'altra parte si sa\, le elezioni sono\nvicine e non c'è niente di megl
	io dell'agitare lo spauracchio del fascismo per\nraccattare due voti in pi
	ù...\n\nCome Firenze antifascista siamo consapevoli del pericolo rappresen
	tato dal\nfascismo\, in particolare in questo momento storico in cui il pa
	rtito erede del\nMSI è alla testa della maggioranza di governo. Allo stess
	o modo però riteniamo\ndoveroso respingere con forza l'opportunismo di chi
	 si riscopre antifascista\nsolo per convenienza quando poi nei fatti sosti
	ene le stesse identiche politiche\ndi coloro cui dicono di opporsi.\n\nPer
	 il terzo anno consecutivo arriviamo al 25 aprile in un contesto dominato\
	ndalla guerra\, una guerra che pur se combattuta geograficamente lontano h
	a un\nimpatto pesante sulle nostre vite: il sostegno economico e militare 
	del nostro\ngoverno a quello filonazista di Kiev\, così come l'appoggio al
	 genocidio\nperpetrato da Israele in Palestina\, hanno determinato un aume
	nto esponenziale\ndella spesa militare\, sempre più vicina a quel 2% del P
	IL chiesto dagli USA ai\npaesi NATO\, provocando come diretta conseguenza 
	tagli alla spesa sociale e\nprivatizzazioni\; in questa economia di guerra
	 gli unici a guadagnarci qualcosa\nsono i padroni\, che vedono i loro prof
	itti crescere a dismisura mentre\nlavoratori e lavoratrici che finanziano 
	la spesa pubblica con le loro tasse\nhanno sempre meno accesso a case\, sc
	uole\, sanità.\n\nLa guerra\, con le sue devastanti conseguenze anche sul 
	piano sociale\, per poter\nessere combattuta ha bisogno della pace sociale
	 sul cosiddetto "fronte interno":\nè in questa logica che vanno lette le u
	lteriori strette repressive ad opera del\ngoverno Meloni\, che come tutti 
	i suoi predecessori fa uso dell'emergenza di\nturno per varare pacchetti s
	icurezza apparentemente finalizzati a risolvere\nsituazioni specifiche\, m
	a che hanno come minimo comun denominatore la\nrepressione di tutto ciò ch
	e non è conforme al concetto di ordine imposto dal\nsistema\, e che caratt
	erizzandosi quindi come corpo estraneo potrebbe essere la\nscintilla di co
	nflitto sociale...\n\nInsieme ai pacchetti sicurezza\, che colpiscono i mi
	litanti dopo i fatti\, c'è poi\nla repressione preventiva\, che punisce le
	 persone non in base a reati commessi\nma solo a causa di una presunta "pe
	ricolosità sociale". La logica dietro a\nquesto impianto repressivo è all'
	origine della torsione autoritaria in atto\nnegli ultimi anni e il passagg
	io sempre più netto da stato di diritto a stato di\npolizia\, che si espri
	me su due fronti: da una parte c'è una sempre maggiore\nlibertà per questo
	ri e prefetti di scavalcare le leggi dello stato borghese con\nstrumenti e
	reditati dal codice Rocco di età fascista come fogli di via\, avvisi\noral
	i\, sorveglianza speciale\, limitazioni della libertà di manifestare\, e\n
	addirittura la richiesta dei sindacati di polizia di introdurre un Daspo p
	er i\nmanifestanti\; dall'altra quella in cui lo Stato esercita il suo mon
	opolio della\nviolenza dando il via libera alle forze di polizia di mangan
	ellare i\nmanifestanti nelle piazze\, come successo in tutta Italia e anch
	e a Firenze in\noccasione di manifestazioni di solidarietà con la Palestin
	a.\n\nIl 25 aprile per noi è una giornata in cui non solo ricordiamo la lo
	tta dei\npartigiani che hanno liberato la nostra città ma ci attrezziamo p
	er identificare\ne riconoscere i mille volti con cui il fascismo cerca di 
	ritornare tra noi\, e lo\nfacciamo in una piazza costruita dal basso e aut
	ogestita\, che non fa affidamento\nsu nulla se non sulla forza dei e delle
	 militanti che la animano.\n\nRiteniamo che ci sia un grande numero di rea
	ltà militanti e autorganizzate che\nogni giorno lavorano nei loro ambienti
	 specifici\, che siano le scuole\, i posti\ndi lavoro\, i quartieri\, per 
	migliorare le condizioni di vita delle classi\nlavoratrici e per contrasta
	re questo sistema che produce le condizioni perché il\nfascismo si riprese
	nti nelle sue diverse forme. Per questo motivo non possiamo\nfare a meno d
	i considerare questo tipo di lavoro come vera e propria pratica\nantifasci
	sta anche quando viene declinato all'interno di rivendicazioni\nspecifiche
	\, e pensiamo che queste esperienze vadano valorizzate e messe in\ncondizi
	one di alimentarsi l'una con l'altra del proprio lavoro e della propria\np
	ratica.\n\nPer questo invitiamo tutte quelle realtà politiche attive e pre
	senti sul\nterritorio fiorentino a fare propria e rilanciare la piazza del
	 25 aprile\, anche\ncon un appello pubblico\, perché l'antifascismo è prim
	a di tutto memoria attiva e\ncresce e si alimenta in dialettica con tutte 
	quelle spinte a cambiare la società\nche si esprimono ogni giorno nei quar
	tieri popolari\, nelle scuole\, nei posti di\nlavoro.\n\n\n\nORA E SEMPRE 
	RESISTENZA!
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CATEGORIES:25_aprile,Firenze,FreePalestine,No Base,antifascismo
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>FIRENZE È SOLO ANTIFASCISTA! </p><p>IL 25 A
	PRILE TUTTI E TUTTE IN PIAZZA SANTO SPIRITO!</p><p></p><p>Come ogni anno a
	ll'avvicinarsi del 25 aprile stiamo vedendo come un po' ovunque salti fuor
	i chi si riscopre antifascista. D'altra parte si sa, le elezioni sono vici
	ne e non c'è niente di meglio dell'agitare lo spauracchio del fascismo per
	 raccattare due voti in più...</p><p>Come Firenze antifascista siamo consa
	pevoli del pericolo rappresentato dal fascismo, in particolare in questo m
	omento storico in cui il partito erede del MSI è alla testa della maggiora
	nza di governo. Allo stesso modo però riteniamo doveroso respingere con fo
	rza l'opportunismo di chi si riscopre antifascista solo per convenienza qu
	ando poi nei fatti sostiene le stesse identiche politiche di coloro cui di
	cono di opporsi.</p><p>Per il terzo anno consecutivo arriviamo al 25 april
	e in un contesto dominato dalla guerra, una guerra che pur se combattuta g
	eograficamente lontano ha un impatto pesante sulle nostre vite: il sostegn
	o economico e militare del nostro governo a quello filonazista di Kiev, co
	sì come l'appoggio al genocidio perpetrato da Israele in Palestina, hanno 
	determinato un aumento esponenziale della spesa militare, sempre più vicin
	a a quel 2% del PIL chiesto dagli USA ai paesi NATO, provocando come diret
	ta conseguenza tagli alla spesa sociale e privatizzazioni; in questa econo
	mia di guerra gli unici a guadagnarci qualcosa sono i padroni, che vedono 
	i loro profitti crescere a dismisura mentre lavoratori e lavoratrici che f
	inanziano la spesa pubblica con le loro tasse hanno sempre meno accesso a 
	case, scuole, sanità.</p><p>La guerra, con le sue devastanti conseguenze a
	nche sul piano sociale, per poter essere combattuta ha bisogno della pace 
	sociale sul cosiddetto "fronte interno": è in questa logica che vanno lett
	e le ulteriori strette repressive ad opera del governo Meloni, che come tu
	tti i suoi predecessori fa uso dell'emergenza di turno per varare pacchett
	i sicurezza apparentemente finalizzati a risolvere situazioni specifiche, 
	ma che hanno come minimo comun denominatore la repressione di tutto ciò ch
	e non è conforme al concetto di ordine imposto dal sistema, e che caratter
	izzandosi quindi come corpo estraneo potrebbe essere la scintilla di confl
	itto sociale...</p><p>Insieme ai pacchetti sicurezza, che colpiscono i mil
	itanti dopo i fatti, c'è poi la repressione preventiva, che punisce le per
	sone non in base a reati commessi ma solo a causa di una presunta "pericol
	osità sociale". La logica dietro a questo impianto repressivo è all'origin
	e della torsione autoritaria in atto negli ultimi anni e il passaggio semp
	re più netto da stato di diritto a stato di polizia, che si esprime su due
	 fronti: da una parte c'è una sempre maggiore libertà per questori e prefe
	tti di scavalcare le leggi dello stato borghese con strumenti ereditati da
	l codice Rocco di età fascista come fogli di via, avvisi orali, sorveglian
	za speciale, limitazioni della libertà di manifestare, e addirittura la ri
	chiesta dei sindacati di polizia di introdurre un Daspo per i manifestanti
	; dall'altra quella in cui lo Stato esercita il suo monopolio della violen
	za dando il via libera alle forze di polizia di manganellare i manifestant
	i nelle piazze, come successo in tutta Italia e anche a Firenze in occasio
	ne di manifestazioni di solidarietà con la Palestina.</p><p>Il 25 aprile p
	er noi è una giornata in cui non solo ricordiamo la lotta dei partigiani c
	he hanno liberato la nostra città ma ci attrezziamo per identificare e ric
	onoscere i mille volti con cui il fascismo cerca di ritornare tra noi, e l
	o facciamo in una piazza costruita dal basso e autogestita, che non fa aff
	idamento su nulla se non sulla forza dei e delle militanti che la animano.
	</p><p>Riteniamo che ci sia un grande numero di realtà militanti e autorga
	nizzate che ogni giorno lavorano nei loro ambienti specifici, che siano le
	 scuole, i posti di lavoro, i quartieri, per migliorare le condizioni di v
	ita delle classi lavoratrici e per contrastare questo sistema che produce 
	le condizioni perché il fascismo si ripresenti nelle sue diverse forme. Pe
	r questo motivo non possiamo fare a meno di considerare questo tipo di lav
	oro come vera e propria pratica antifascista anche quando viene declinato 
	all'interno di rivendicazioni specifiche, e pensiamo che queste esperienze
	 vadano valorizzate e messe in condizione di alimentarsi l'una con l'altra
	 del proprio lavoro e della propria pratica.</p><p>Per questo invitiamo tu
	tte quelle realtà politiche attive e presenti sul territorio fiorentino a 
	fare propria e rilanciare la piazza del 25 aprile, anche con un appello pu
	bblico, perché l'antifascismo è prima di tutto memoria attiva e cresce e s
	i alimenta in dialettica con tutte quelle spinte a cambiare la società che
	 si esprimono ogni giorno nei quartieri popolari, nelle scuole, nei posti 
	di lavoro.</p><p></p><p>ORA E SEMPRE RESISTENZA!</p>
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SUMMARY:25 aprile 2022
DTSTAMP:20260414T211918Z
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DESCRIPTION:Dalle 14.30\nBanchini\, controinformazione\, interventi sul pal
	co e al cippo di Potente\, e\ncontributi musicali di Menestrello e Sakaten
	a & Tenore Fi (Romanticismo\nPeriferico)\n\nDalle 17.00\nCorteo per le str
	ade del quartiere\n\nDalle 21.00\nConcerto con Ivanoska e Luchaskalientes\
	n\nCONTRO LA GUERRA DEL CAPITALE\n“Non più guerra non più distruzione\, so
	lo forza che sa costruir”\n\n\n\nIL 25 APRILE DI FIRENZE ANTIFASCISTA\n\nI
	l 25 aprile saremo in Santo Spirito per rendere omaggio ai partigiani che\
	nentrarono in Oltrarno per liberare Firenze armi in pugno al grido di\n“In
	sorgiamo!”\n\nOggi viviamo in un contesto in cui uno scontro militare su l
	arga scala\, come fu\nin occasione della seconda guerra mondiale\, torna n
	uovamente all’ordine del\ngiorno.\n\nLa guerra é “un fatto” che la classe 
	dominante ci scarica addosso\nindipendentemente dalle nostre scelte e dai 
	nostri interessi.\n\nSe la guerra genera morte\, distruzione e disperazion
	e\, ciò non toglie che\nproprio in quel contesto possa generarsi una spint
	a all’emancipazione per la\ncostruzione di una società che sappia superare
	 la necessità della guerra e le\nsue logiche.\n\nQuesto é l’esempio che ci
	 hanno lasciato i Partigiani che scelsero di disertare\nla guerra del capi
	tale per muovere “guerra alla guerra”\, perché finisse prima\nperché con l
	a nascita di una nuova e più giusta società quella fosse l’ultima\nguerra.
	\n\nL’Italia fu liberata dal nazifascismo ma quella società non venne e qu
	ella\nspinta al cambiamento venne tradita anche da molti dei dirigenti che
	 fino a quel\nmomento sembravano averla desiderata. Oggi lo vediamo ancora
	 più chiaramente.\n\nSe ancora non piovono bombe sulla nostra città\, la g
	uerra é già qua: una volta\ndi più aumentano le spese militari a scapito d
	i scuole\, ospedali\, sanità\,\ntrasporti e servizi essenziali\, mentre il
	 rincaro delle bollette\, dei\ncarburanti\, di tutti i prezzi al consumo é
	 un altro duro colpo ai nostri salari\nin calo da trent’anni.\n\nQuesto si
	stema si arma\, produce le condizioni per la guerra per poi dichiararla\ne
	mergenza e in nome di essa giustifica il peggioramento generale delle nost
	re\ncondizioni di vita e rilancia un sempre più feroce sfruttamento dell’u
	omo\nsull’uomo\, sulla donna e sull’ambiente.\n\nLa guerra é infatti anche
	 una delle azioni maggiormente inquinanti e distruttive\nper il nostro pia
	neta. La crisi energetica che ne sta derivando sancisce la\npossibilità di
	 ritorno ad un uso massiccio del carbone e il rilancio del\nnucleare e ris
	chia di rimandare oltre il punto di non ritorno ogni dibattito\nsulla cris
	i climatica.\n\nIn Toscana\, oltre a quello di Livorno\, si sta già parlan
	do di un ennesimo\nrigassificatore davanti alle coste di Piombino per “acc
	ogliere” il gas\nstatunitense che dovrebbe sostituire quello russo e che n
	on solo avrà costo\nmaggiore in bolletta ma che evidentemente lo avrà anch
	e in termini ambientali.\n\nUno Stato in guerra serra i ranghi\, chiama al
	l’arruolamento\, all’unità nazionale\ne cerca di eliminare ogni elemento d
	i dissenso entro i propri confini.\n\nSe in Ucraina vengono messi fuori le
	gge tutti i partiti politici\ndell’opposizione\, in Francia invece la magi
	stratura scioglie il Coordinamento\nantifascista di Lione\, in Portogallo 
	un neonazista si vede revocato l’obbligo di\nfirma perché possa essere lib
	ero di andare a combattere nella Legione Straniera\ne in Italia gli antifa
	scisti finiscono sotto processo e spesso condannati come a\nFirenze e a Ge
	nova.\n\nA subire la repressione della Stato sono tutte quelle esperienze 
	che rimangono\nsu in terreno di incompatibilità nonostante la propaganda d
	i guerra.\n\nLa guerra viene tradotta in scontro di civiltà dove i neonazi
	sti vengono ormai\npresentati dalle tv e dai giornali nostrani come “comba
	ttenti per la libertà e\nla democrazia”.\n\nLa storia d’Italia ci aveva gi
	à dimostrato quali possano essere i legami tra\nStato\, basi NATO\, CIA\, 
	servizi segreti e neofascisti nel quadro dei tentativi di\ncolpo di stato 
	e della strategia della tensione.\n\nMai però avevamo assistito ad un pian
	o così smaccato di sdoganamento e\nesaltazione del nazifascismo.\n\nInfine
	 anche il piano umanitario condito in salsa suprematista viene piegato a\n
	questa logica al punto che i profughi della guerra in Ucraina hanno un\ntr
	attamento privilegiato rispetto ai profughi di altre guerre perché come la
	\npropaganda vorrebbe spiegarci “sono proprio come noi\, civilizzati\, bia
	nchi\,\nbiondi e cristiani”.\n\nNoi antifascisti\, nello scontro tra capit
	ali ci schieriamo contro il Capitale\,\nprima di tutto contro quello “di c
	asa nostra”\, dalla parte dei lavoratori e\ndelle lavoratrici contro la di
	soccupazione\, la strage sui posti di lavoro e il\ncarovita.\n\nIl nostro 
	impegno dev’essere quello di sottolineare le responsabilità del\ngoverno D
	raghi nel soffiare sui venti di guerra e nell’armare i neonazisti.\n\nIl n
	ostro impegno deve essere quello di opporci alla possibilità della nascita
	\ndi un Esercito Europeo rilanciato anche dal generale Figliuolo\, lo stes
	so\nincaricato da Draghi nella gestione pandemica.\n\nIl nostro impegno de
	ve essere quello di denunciare la presenza delle decine di\nbasi Usa e NAT
	O\, del disastro ambientale prodotto dalle esercitazioni militari\,\ndei c
	osti delle servitù militari che vengono pagate con soldi pubblici sottrars
	i\na settori con ben maggiore utilità sociale.\n\nIl nostro impegno deve e
	ssere quello di impedire che la propaganda di guerra e\ninterventista atte
	cchisca tra i nostri.\n\nIl nostro impegno deve essere quello di smaschera
	re ogni operazione opportunista\na partire dalle manifestazioni come quell
	e organizzate dal Sindaco Nardella in\nSanta Croce durante la quale é inte
	rvenuto un personaggio come Zelensky che\nglorifica il nazista Bandera com
	e eroe nazionale\, senza alcuna remora rispetto\nai morti nella Casa dei S
	indacati ad Odessa\, come se le 14 mila vittime della\nguerra in Donbass n
	on avessero responsabili e mandati.\n\nCi auguriamo che Nardella quest’ann
	o abbia il buongusto di tacere sulla\nResistenza perché non farebbe altro 
	che infangare il nome di ogni partigiano o\nbrigata uscisse dalla sua bocc
	a.\n\nPer il prossimo 25 aprile la Firenze Antifascista chiama in piazza t
	utti coloro\nche vogliono dire “basta!” e trasformare la loro indignazione
	 in un futuro\ndiverso e una prospettiva di pace\, fratellanza e solidarie
	tà.\n\nPER QUESTO\, PER ALTRO\, PER TUTTO!
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LOCATION:piazza santo spirito - piazza santo spirito\, Firenze
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CATEGORIES:25_aprile,corteo,resistenza,santo_spirito
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Dalle 14.30<br>Banchini, controinformazione
	, interventi sul palco e al cippo di Potente, e contributi musicali di Men
	estrello e Sakatena &amp; Tenore Fi (Romanticismo Periferico)</p><p>Dalle 
	17.00<br>Corteo per le strade del quartiere</p><p>Dalle 21.00<br>Concerto 
	con Ivanoska e Luchaskalientes</p><p>CONTRO LA GUERRA DEL CAPITALE<br>“Non
	 più guerra non più distruzione, solo forza che sa costruir”</p><p></p><p>
	IL 25 APRILE DI FIRENZE ANTIFASCISTA</p><p>Il 25 aprile saremo in Santo Sp
	irito per rendere omaggio ai partigiani che entrarono in Oltrarno per libe
	rare Firenze armi in pugno al grido di “Insorgiamo!”</p><p>Oggi viviamo in
	 un contesto in cui uno scontro militare su larga scala, come fu in occasi
	one della seconda guerra mondiale, torna nuovamente all’ordine del giorno.
	</p><p>La guerra é “un fatto” che la classe dominante ci scarica addosso i
	ndipendentemente dalle nostre scelte e dai nostri interessi.</p><p>Se la g
	uerra genera morte, distruzione e disperazione, ciò non toglie che proprio
	 in quel contesto possa generarsi una spinta all’emancipazione per la cost
	ruzione di una società che sappia superare la necessità della guerra e le 
	sue logiche.</p><p>Questo é l’esempio che ci hanno lasciato i Partigiani c
	he scelsero di disertare la guerra del capitale per muovere “guerra alla g
	uerra”, perché finisse prima perché con la nascita di una nuova e più gius
	ta società quella fosse l’ultima guerra.</p><p>L’Italia fu liberata dal na
	zifascismo ma quella società non venne e quella spinta al cambiamento venn
	e tradita anche da molti dei dirigenti che fino a quel momento sembravano 
	averla desiderata. Oggi lo vediamo ancora più chiaramente.</p><p>Se ancora
	 non piovono bombe sulla nostra città, la guerra é già qua: una volta di p
	iù aumentano le spese militari a scapito di scuole, ospedali, sanità, tras
	porti e servizi essenziali, mentre il rincaro delle bollette, dei carburan
	ti, di tutti i prezzi al consumo é un altro duro colpo ai nostri salari in
	 calo da trent’anni.</p><p>Questo sistema si arma, produce le condizioni p
	er la guerra per poi dichiararla emergenza e in nome di essa giustifica il
	 peggioramento generale delle nostre condizioni di vita e rilancia un semp
	re più feroce sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla donna e sull’ambient
	e.</p><p>La guerra é infatti anche una delle azioni maggiormente inquinant
	i e distruttive per il nostro pianeta. La crisi energetica che ne sta deri
	vando sancisce la possibilità di ritorno ad un uso massiccio del carbone e
	 il rilancio del nucleare e rischia di rimandare oltre il punto di non rit
	orno ogni dibattito sulla crisi climatica.</p><p>In Toscana, oltre a quell
	o di Livorno, si sta già parlando di un ennesimo rigassificatore davanti a
	lle coste di Piombino per “accogliere” il gas statunitense che dovrebbe so
	stituire quello russo e che non solo avrà costo maggiore in bolletta ma ch
	e evidentemente lo avrà anche in termini ambientali.</p><p>Uno Stato in gu
	erra serra i ranghi, chiama all’arruolamento, all’unità nazionale e cerca 
	di eliminare ogni elemento di dissenso entro i propri confini.</p><p>Se in
	 Ucraina vengono messi fuori legge tutti i partiti politici dell’opposizio
	ne, in Francia invece la magistratura scioglie il Coordinamento antifascis
	ta di Lione, in Portogallo un neonazista si vede revocato l’obbligo di fir
	ma perché possa essere libero di andare a combattere nella Legione Stranie
	ra e in Italia gli antifascisti finiscono sotto processo e spesso condanna
	ti come a Firenze e a Genova.</p><p>A subire la repressione della Stato so
	no tutte quelle esperienze che rimangono su in terreno di incompatibilità 
	nonostante la propaganda di guerra.</p><p>La guerra viene tradotta in scon
	tro di civiltà dove i neonazisti vengono ormai presentati dalle tv e dai g
	iornali nostrani come “combattenti per la libertà e la democrazia”.</p><p>
	La storia d’Italia ci aveva già dimostrato quali possano essere i legami t
	ra Stato, basi NATO, CIA, servizi segreti e neofascisti nel quadro dei ten
	tativi di colpo di stato e della strategia della tensione.</p><p>Mai però 
	avevamo assistito ad un piano così smaccato di sdoganamento e esaltazione 
	del nazifascismo.</p><p>Infine anche il piano umanitario condito in salsa 
	suprematista viene piegato a questa logica al punto che i profughi della g
	uerra in Ucraina hanno un trattamento privilegiato rispetto ai profughi di
	 altre guerre perché come la propaganda vorrebbe spiegarci “sono proprio c
	ome noi, civilizzati, bianchi, biondi e cristiani”.</p><p>Noi antifascisti
	, nello scontro tra capitali ci schieriamo contro il Capitale, prima di tu
	tto contro quello “di casa nostra”, dalla parte dei lavoratori e delle lav
	oratrici contro la disoccupazione, la strage sui posti di lavoro e il caro
	vita.</p><p>Il nostro impegno dev’essere quello di sottolineare le respons
	abilità del governo Draghi nel soffiare sui venti di guerra e nell’armare 
	i neonazisti.</p><p>Il nostro impegno deve essere quello di opporci alla p
	ossibilità della nascita di un Esercito Europeo rilanciato anche dal gener
	ale Figliuolo, lo stesso incaricato da Draghi nella gestione pandemica.</p
	><p>Il nostro impegno deve essere quello di denunciare la presenza delle d
	ecine di basi Usa e NATO, del disastro ambientale prodotto dalle esercitaz
	ioni militari, dei costi delle servitù militari che vengono pagate con sol
	di pubblici sottrarsi a settori con ben maggiore utilità sociale.</p><p>Il
	 nostro impegno deve essere quello di impedire che la propaganda di guerra
	 e interventista attecchisca tra i nostri.</p><p>Il nostro impegno deve es
	sere quello di smascherare ogni operazione opportunista a partire dalle ma
	nifestazioni come quelle organizzate dal Sindaco Nardella in Santa Croce d
	urante la quale é intervenuto un personaggio come Zelensky che glorifica i
	l nazista Bandera come eroe nazionale, senza alcuna remora rispetto ai mor
	ti nella Casa dei Sindacati ad Odessa, come se le 14 mila vittime della gu
	erra in Donbass non avessero responsabili e mandati.</p><p>Ci auguriamo ch
	e Nardella quest’anno abbia il buongusto di tacere sulla Resistenza perché
	 non farebbe altro che infangare il nome di ogni partigiano o brigata usci
	sse dalla sua bocca.</p><p>Per il prossimo 25 aprile la Firenze Antifascis
	ta chiama in piazza tutti coloro che vogliono dire “basta!” e trasformare 
	la loro indignazione in un futuro diverso e una prospettiva di pace, frate
	llanza e solidarietà.</p><p>PER QUESTO, PER ALTRO, PER TUTTO!</p>
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SUMMARY:Corteo Serale in San Frediano//L'antifascismo non si condanna!
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DESCRIPTION:🔴L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA🔴\n\n📢Corteo da Piazza Santo Spi
	rito\n\n📅Sabato 4 luglio\n\n🕐21:00\n\n\n\nMartedì 23 giugno la Cassazione 
	ha confermato le condanne contro gli\nantifascisti in relazione al corteo 
	che nel 2013 a Firenze si mosse verso la\nsede di Casapound. Stiamo parlan
	do di 15 compagni condannati ad un anno ciascuno\nper il "solo" reato di t
	ravisamento\, a due dei quali è stato negato l'accesso\nalla condizionale\
	, e del pagamento di 45 mila euro per "il disturbo" di aver\nfatto riunire
	 la corte per un ricorso che essa stessa ha definito\ninammissibile.Second
	o noi ciò che risulterebbe davvero inammissibile sarebbe\ntacere e non cog
	liere\, alla faccia loro\, quella che vogliamo comunque\ntrasformare in un
	'occasione di lotta per rivendicare i valori di una giustizia\nche inquest
	o Stato e nelle loro aule di tribunale mai potrà essere\ncorrisposta.Propr
	io in queste settimane le rivolte scoppiate negli Usa\, a\nseguito dell'uc
	cisione di George Floyd\, hanno rimesso al centro del dibattito la\nquesti
	one degli abusi in divisa e come questi non siano opera di poche "mele\nma
	rce" ma il frutto di un sistema di controllo ed oppressione benstrutturato
	.A\nFirenze tutto questo non può che riportarci all'omicidio di Magherini:
	 chi\nuccide un uomo soffocandolo mentre chiede aiuto viene assolto e gira
	 ancora per\nstrada indossando una divisa\, chi si organizza per risponder
	e ad un'aggressione\nfascista viene condannato.Ancora una volta è chiaro c
	he questo Stato non ti\ngiudica per quel che hai fatto ma per chi sei e pe
	r cosa rappresenti: se sei lo\nsbirro di questo sistema\, fascisti compres
	i\, vieni assolto e protetto\, se sei\nantagonista a questo sistema devi e
	sser punito perché il tuo "peccato originale"\nsta nel fatto che questo si
	stema vorresti cambiarlo.L'emergenza sanitaria ci ha\nmesso davanti l'acce
	lerazione violenta di un processo in atto da anni:\naccentramento di poter
	i\, chiusura\, controlli\,repressione e delazione vengono\nspacciati per "
	sicurezza" in una logica in cui\, attraverso la paura\, vorrebbero\nfarci 
	accettare l'autoritarismocome necessario.I governanti delegano\ncontinuame
	nte a gruppi di tecnici ed esperti scelte che ricadono sulle vite di\nmili
	oni di lavoratori\, come se queste fossero frutto di un "sapere scientific
	o\nneutrale e superiore". Invece a prendere queste decisioni sono persone 
	in carne\ned ossa\, con un nome e un cognome\, che servono la strategia de
	lla difesa dei\nloro interessi di classe. [http://classe.La]\n\nLa [http:/
	/classe.La] loro "sicurezza" infatti è il licenziamento degli\ninfermieri 
	che denunciano pubblicamente l'assenza di protezioni negli ospedali\,\nil 
	linciaggio mediatico ed umano delle maestre che hanno fissato un incontro 
	al\nparco con gli studenti\, la disponibilità a sacrificare la salute dei 
	lavoratori\nper il profitto\, la creazione costante e continuadi un nemico
	 pubblico contro\ncui puntare il dito.Sta a noi renderli insicuri: insicur
	i di poterci sfruttare a\npiacimento definendoci "essenziali" o "esuberi" 
	a seconda dell’occorrenza\,\ninsicuridi pensare sempre all'incasso sociali
	zzando le perdite e privatizzando i\nprofitti\, insicuri di potersi mangia
	re spazi pubblici a vantaggio di interessi\naffaristici\, insicuri di pote
	r coltivare i loro rapporti mafiosi\, insicuri di\nessere intoccabili.Dobb
	iamo attaccarli sul terreno politico attraverso il quale\nrafforzano conti
	nuamente il loro sistema di sfruttamento.Questo è il momento per\nrimetter
	e in discussione i decreti sicurezza di Minniti e Salvini e\, perché no\,\
	ntutto l'impianto repressivo costruito in decenni di retorica emergenziale
	.\nInfatti\, oltre la facciata dello Stato democratico e della Costituzion
	e\, oggi\,\nreati quali il travisamento\, il blocco stradale e l'occupazio
	ne sono puniti in\nmodo molto piú severo di quanto non fosse durante il Ve
	ntennio fascista e questo\nper colpire le pratiche che al momento sono più
	 diffuse per contrastare le\nloropolitiche di lacrime e sangue.Questa è la
	 lotta che faremo vivere e\nsviluppare dentro le mobilitazioni che ormai s
	ono alle porte: un sistema che\nstenta a far ripartire le scuole\, che con
	tinua a smantellare la sanità pubblica\,\nche abbandona al proprio destino
	 milioni di lavoratori\, è un sistema che ha\nfallito ma che proprio per q
	uesto sarà sempre piú feroce nel difendere i\nprivilegi di pochi contro gl
	i interessi della collettività.Sta a noi\nsmascherarlo e combatterlo senza
	 paura.\n\nAlla lotta!\n\nSu la testa!\n\nSiamo Antifascisti!\n\n\n\nFiren
	ze Antifascista
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	teo da Piazza Santo Spirito</p><p>📅Sabato 4 luglio</p><p>🕐21:00</p><p></p>
	<p>Martedì 23 giugno la Cassazione ha confermato le condanne contro gli an
	tifascisti in relazione al corteo che nel 2013 a Firenze si mosse verso la
	 sede di Casapound. Stiamo parlando di 15 compagni condannati ad un anno c
	iascuno per il "solo" reato di travisamento, a due dei quali è stato negat
	o l'accesso alla condizionale, e del pagamento di 45 mila euro per "il dis
	turbo" di aver fatto riunire la corte per un ricorso che essa stessa ha de
	finito inammissibile.Secondo noi ciò che risulterebbe davvero inammissibil
	e sarebbe tacere e non cogliere, alla faccia loro, quella che vogliamo com
	unque trasformare in un'occasione di lotta per rivendicare i valori di una
	 giustizia che inquesto Stato e nelle loro aule di tribunale mai potrà ess
	ere corrisposta.Proprio in queste settimane le rivolte scoppiate negli Usa
	, a seguito dell'uccisione di George Floyd, hanno rimesso al centro del di
	battito la questione degli abusi in divisa e come questi non siano opera d
	i poche "mele marce" ma il frutto di un sistema di controllo ed oppression
	e benstrutturato.A Firenze tutto questo non può che riportarci all'omicidi
	o di Magherini: chi uccide un uomo soffocandolo mentre chiede aiuto viene 
	assolto e gira ancora per strada indossando una divisa, chi si organizza p
	er rispondere ad un'aggressione fascista viene condannato.Ancora una volta
	 è chiaro che questo Stato non ti giudica per quel che hai fatto ma per ch
	i sei e per cosa rappresenti: se sei lo sbirro di questo sistema, fascisti
	 compresi, vieni assolto e protetto, se sei antagonista a questo sistema d
	evi esser punito perché il tuo "peccato originale" sta nel fatto che quest
	o sistema vorresti cambiarlo.L'emergenza sanitaria ci ha messo davanti l'a
	ccelerazione violenta di un processo in atto da anni: accentramento di pot
	eri, chiusura, controlli,repressione e delazione vengono spacciati per "si
	curezza" in una logica in cui, attraverso la paura, vorrebbero farci accet
	tare l'autoritarismocome necessario.I governanti delegano continuamente a 
	gruppi di tecnici ed esperti scelte che ricadono sulle vite di milioni di 
	lavoratori, come se queste fossero frutto di un "sapere scientifico neutra
	le e superiore". Invece a prendere queste decisioni sono persone in carne 
	ed ossa, con un nome e un cognome, che servono la strategia della difesa d
	ei loro interessi di <a href="http://classe.La">classe. </a></p><p><a href
	="http://classe.La">La</a> loro "sicurezza" infatti è il licenziamento deg
	li infermieri che denunciano pubblicamente l'assenza di protezioni negli o
	spedali, il linciaggio mediatico ed umano delle maestre che hanno fissato 
	un incontro al parco con gli studenti, la disponibilità a sacrificare la s
	alute dei lavoratori per il profitto, la creazione costante e continuadi u
	n nemico pubblico contro cui puntare il dito.Sta a noi renderli insicuri: 
	insicuri di poterci sfruttare a piacimento definendoci "essenziali" o "esu
	beri" a seconda dell’occorrenza, insicuridi pensare sempre all'incasso soc
	ializzando le perdite e privatizzando i profitti, insicuri di potersi mang
	iare spazi pubblici a vantaggio di interessi affaristici, insicuri di pote
	r coltivare i loro rapporti mafiosi, insicuri di essere intoccabili.Dobbia
	mo attaccarli sul terreno politico attraverso il quale rafforzano continua
	mente il loro sistema di sfruttamento.Questo è il momento per rimettere in
	 discussione i decreti sicurezza di Minniti e Salvini e, perché no, tutto 
	l'impianto repressivo costruito in decenni di retorica emergenziale. Infat
	ti, oltre la facciata dello Stato democratico e della Costituzione, oggi, 
	reati quali il travisamento, il blocco stradale e l'occupazione sono punit
	i in modo molto piú severo di quanto non fosse durante il Ventennio fascis
	ta e questo per colpire le pratiche che al momento sono più diffuse per co
	ntrastare le loropolitiche di lacrime e sangue.Questa è la lotta che farem
	o vivere e sviluppare dentro le mobilitazioni che ormai sono alle porte: u
	n sistema che stenta a far ripartire le scuole, che continua a smantellare
	 la sanità pubblica, che abbandona al proprio destino milioni di lavorator
	i, è un sistema che ha fallito ma che proprio per questo sarà sempre piú f
	eroce nel difendere i privilegi di pochi contro gli interessi della collet
	tività.Sta a noi smascherarlo e combatterlo senza paura.</p><p>Alla lotta!
	</p><p>Su la testa!</p><p>Siamo Antifascisti!</p><p></p><p>Firenze Antifas
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